Nanotecnologia, Come permettere ai Led di diventare antibatterici

Se il problema dei batteri è sempre uno dei pericoli più grandi per gli ambienti pubblici, è altrettanto vero che potrebbe esserci una risorsa smart per preservare la situazione all’interno di scuole, ambulatori e ospedali. Come? Per ridurre la presenza di virus e batteri presenti nell’aria, basta affidarsi a una fonte di illuminazione. E’ questo il progetto nato grazie al progetto di Noka, un’azienda italiana di Varese, che si occupa di risparmio energetico. Negli ultimi anni ha lavorato per riuscire a sviluppare una serie di soluzioni che fossero utili per l’efficienza energetica partendo dalle nanotecnologie. L’idea in questione si affida alla tecnologia Acll, Air Clean Led Light, andando a unire la riduzione dei costi in bolletta con l’aumento della prestazione antibatteri.

L’idea presentata da Noka con le nanotecnologie

L’azienda italiana di Besnate ha scoperto infatti che se si va a creare una reazione fotochimica, che è scaturita combinando luce e aria, si ottiene un effetto antibatterico. Si parte quindi dall’accensione di lampade a Led che dovranno essere trattate con la nanotecnologia (e nello specifico nanomateriali), così da trasformare le sostanze dannose che si trovano nell’aria in molecole innocue. Viene in qualche modo da pensare a quanto accade con la fotosintesi delle piante: qui sappiamo che la clorofilla non fa altro che andare a catturare la luce solare per riuscire a trasformare l’anidride carbonica in ossigeno.

Secondo i test che sono stati effettuati in laboratorio hanno permesso di scoprire che nel giro di 2 giorni vi è un abbattimento sostanziale che supera il 90% dei batteri presenti nell’aria. Queste lampade a Led sono fabbricate in Gran Bretagna e progettate secondo lo studio effettuato da Noka, con un’applicazione di purificazione. La scoperta è iniziata grazie ai lavori sul trattamento dell’aria in un centro di stoccaggio d’ortofrutta, come è stato spiegato da Stefano Perboni, Ceo di Noka. Da quel risultato è poi nata l’idea di applicare tale risultato anche su altri ambiti e settori.

Parallelamente è importante anche evidenziare il livello di risparmio garantito: in una struttura ospedaliera per esempio usando questa fonte di illuminazione si possono ridurre i consumi tra il 60 e il 90%.

La reazione dei batteri è resa possibile dalla presenza di nanomateriali che si compongono grazie al mix di molecole di triossido di tungsteno con il platino, il silice metanolo e l’acqua. La potenza del triossido di tungsteno è data dalla sua resistenza: la sua durata infatti arriva fino a 100 mila ore.

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